Appunti, 15 aprile 2019 (lunedì santo)

Is 42, 1-7; Sal 26 Vangelo secondo Giovanni (12, 1-11) Lunedì Santo

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«Tutti siamo sempre intenti a pensare a cosa Gesù potrebbe fare per noi, ma il gesto di questa donna capovolge questa logica utilitaristica di cui tutti siamo malati. Questa donna si chiede cosa può fare per Gesù, e anche se rischia di essere fraintesa, non le importa e compie quel gesto».
Don Luigi Maria Epicoco

Bernanos, Diario di un curato di campagna, pp. 54-56

Gv 12,1-11: Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura.

Gli ultimi giorni, le ultime ore. È iniziata la più grande fra le settimane. Ora dopo ora seguiremo i passi del Signore, cercando di scrutare le sue emozioni, in punta di piedi. Si ripete, la grande settimana, ora e per sempre. Anche noi, andando al lavoro, preparandoci ad una lunga giornata da passare in casa, cercheremo di pensare spesso al Signore. Come staremmo se sapessimo di vivere le ultime giornate della nostra vita terrena? Quali emozioni, quali paure, quali delusioni, quali speranze colmerebbero i nostri cuori? Gesù inizia la settimana in casa di amici, un pranzo straordinario che vede Lazzaro fra i commensali. È durante quell’incontro che, secondo Giovanni, avviene l’unzione ad opera di Maria, sorella di Lazzaro. Tutti gli evangelisti raccontano questo episodio, anche se lo situano in momenti diversi. Poco importa: Giovanni lo pone qui per sottolineare il gesto gratuito e semplice della sua discepola. Ha ragione Giuda (ma anche gli altri apostoli pensano la stessa cosa!): il gesto di Maria è uno spreco. Visione utilitaristica e meschina della fede: i poveri li abbiamo con noi, li dobbiamo accogliere nella comunità. Gesù dimostra di gradire quel gesto ingenuo e pieno di speranza. Anche noi, oggi, facciamo qualcosa di bello per Dio!

Paolo Curtaz

Appunti, 14 aprile 2019 (Domenica delle Palme)

Buona Domenica delle Palme e buona Settimana Santa

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Is 50, 4-7; Sal 21; Fil 2, 6-11; Lc 22, 14-23, 56 Vangelo secondo Luca (19, 28-40) 

enzo bianchi (Twitter)

Oggi domenica delle palme: Gesù entra acclamato dalle folle in Gerusalemme, ma anziché esaltarsi e rallegrarsi per quel successo si mette a piangere: conosceva il cuore umano e sapeva che chi lo lodava poco dopo lo avrebbe rigettato, che chi lo applaudiva lo avrebbe abbandonato!

http://www.padrestefanoliberti.com/2019/04/la-settimana-santa.html

Appunti, 13 aprile 2019

Buon Sabato

Ez 37, 21-28; Ger 31, 10-12b.13 Vangelo secondo Giovanni (11, 45-56)

BEATO ROLANDO RIVI

Rolando Rivi nasce il 7 gennaio 1931, figlio di contadini cristiani, nella casa del Poggiolo, a San Valentino, nel Comune di Castellarano (Reggio Emilia). Ragazzo intelligente e vivace, Rolando matura presto un’autentica vocazione al sacerdozio. A soli 11 anni, nel 1942, mentre l’Italia è già in guerra, il ragazzo entra nel Seminario di Marola nel Comune di Carpineti (Reggio Emilia) e veste per la prima volta l’abito talare che non lascerà più sino al martirio. Nell’estate del 1944 il Seminario di Marola viene occupato dai soldati tedeschi. Rolando, tornato a casa, continua gli studi da seminarista, sotto la guida del parroco, e porta nel suo paese un’ardente testimonianza di fede e di carità, vestendo sempre l’abito talare. Per questa sua testimonianza di amore a Gesù, così intensa da attirare gli altri ragazzi verso l’esperienza cristiana, Rolando, nel clima di odio contro i sacerdoti diffusosi in quel periodo, finisce nel mirino di un gruppo di partigiani comunisti. Il 10 aprile 1945, il seminarista viene sequestrato, portato prigioniero a Monchio, nel Comune di Palagano sull’Appennino in provincia di Modena, rinchiuso in un casolare per tre giorni, brutalmente picchiato e torturato. Venerdì 13 aprile 1945, alle tre del pomeriggio, il ragazzo innocente, a soli 14 anni, spogliato a forza della sua veste talare, viene trascinato in un bosco di Piane di Monchio e ucciso con due colpi di pistola. 

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Appunti, 10 aprile 2019

Buon mercoledì

Dn 3, 14-20.46-50.91-92.95; Dn 3, 52-56 Vangelo secondo Giovanni (8, 31-42)

«Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli;
conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

«Far entrare Cristo significa lasciare che sia Lui a darci una vera liberazione, ma non con un atto di magia, ma con la misteriosa e concreta forza del suo amore. Infatti quando permettiamo al Suo amore di attraversare il nostro cuore, allora agisce in noi una forza più grande della nostra, e una volontà più forte della nostra».
Don Luigi Maria Epicoco

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Aiutami a diffondere dovunque il tuo profumo, o Gesù. 
Dovunque io vada. 
Inonda la mia anima del tuo Spirito e della tua vita. 
Diventa padrone del mio essere in modo così completo 
che tutta la mia vita sia un’irradiazione della tua. 
Perché ogni anima che avvicino 
possa sentire la tua presenza dentro di me. 
Perché guardandomi non veda me, ma Te in me. 
Resta in me. 
Così splenderò del tuo stesso splendore 
e potrò essere luce agli altri. 
(Madre Teresa di Calcutta) 

Appunti, 9 aprile 2019

Buon martedì

Nm 21, 4-9; Sal 101 Vangelo secondo Giovanni (8, 21-30)

Signore,
fa’ tacere in noi ogni altra voce che non sia la tua, 
affinché non troviamo condanna nella tua parola 
letta ma non accolta, meditata ma non amata, 
pregata ma non custodita, contemplata ma non realizzata. 
Manda il tuo Spirito Santo ad aprire le nostre menti 
e a guarire i nostri cuori. 
Solo così il nostro incontro con la tua parola 
sarà rinnovamento dell’alleanza 
e comunione con Te e il Figlio e lo Spirito Santo. 
Dio benedetto nei secoli dei secoli. Amen. 
(Preghiera allo Spirito Santo, Comunità di Bose) 

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Appunti, 8 aprile 2019

Buon lunedì

Dn 13, 1-9.15-17.19-30.33-62; Sal 22 Vangelo secondo Giovanni (8, 12-20)

Signore, tu sei la mia luce; senza di te cammino nelle tenebre, 
senza di te non posso neppure fare un passo, senza di te non so dove vado, 
sono un cieco che pretende di guidare un altro cieco. 
Se tu mi apri gli occhi, Signore, io vedrò la tua luce, 
i miei piedi cammineranno nella via della vita. 
Signore, se tu mi illuminerai io potrò illuminare: 
tu fai noi luce nel mondo. 
(Card. Carlo Maria Martini) 

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Appunti, 7 aprile 2019 (V domenica di Quaresima)

Buona Domenica!

Is 43, 16-21; Sal 125; Fil 3, 8-14 Vangelo secondo Giovanni (8, 1-11) Salterio: prima settimana 

Quella donna rappresenta tutti noi

“…Quella donna rappresenta tutti noi, che siamo peccatori, cioè adulteri davanti a Dio, traditori della sua fedeltà. E la sua esperienza rappresenta la volontà di Dio per ognuno di noi: non la nostra condanna, ma la nostra salvezza attraverso Gesù. Lui è la grazia, che salva dal peccato e dalla morte. Lui ha scritto nella terra, nella polvere di cui è fatto ogni essere umano (cfr. Gen 2,7), la sentenza di Dio: “Non voglio che tu muoia, ma che tu viva”. Dio non ci inchioda al nostro peccato, non ci identifica con il male che abbiamo commesso. Abbiamo un nome, e Dio non identifica questo nome con il peccato che abbiamo commesso. Ci vuole liberare, e vuole che anche noi lo vogliamo insieme con Lui. Vuole che la nostra libertà si converta dal male al bene, e questo è possibile – è possibile! – con la sua grazia.”

Papa Francesco

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Appunti, 6 aprile 2019

Buon Sabato

Ger 11, 18-20; Sal 7 Vangelo secondo Giovanni (7, 40-53)

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C’è lo sguardo fiero di Simone. Il sorriso di Manuel. Il coraggio di Adam e di Rami. La forza di Greta.

Le lezioni che questi ragazzi, ragazze, bambini, stanno dando in questo 2019 ai “grandi” sono secchiate di acqua gelata su un mondo completamente anestetizzato dall’odio, dal rancore, dalla cattiveria.

A Manuel hanno tolto per sempre le gambe. Una sera. Così. A ragione avrebbe potuto vomitareparole di disprezzo, di odio, di vendetta, di giustizia. Invece sorride. Invocare, come fanno i grandi, le peggiori sevizie e sanzioni. E invece sorride.

I grandi si preoccupano ormai solo di come ammazzare le persone in casa, di come procurarsi le armi, di leggi per spiare i vicini, di castrazioni, di gettare le chiavi, di ributtare in mare la gente senza nulla. Parlano di odio, di morte, di ferocia.
E lui sorride. Lui che avrebbe tutte le ragioni del mondo per usare quelle espressioni. E invece: “Se li incontrassi per strada? Mi farei una risata. Guardo a cosa ho ancora, non a cosa ho perso”. E sorride. “Non bisogna prendere di mira loro due, ma pensare al contesto sociale”. 
E ti riempie il cuore di ammirazione.

Adam e Rami hanno guardato in faccia chi voleva ammazzarli. Hanno rischiato di essere uccisi per primi. Perché quel tizio non sembrava scherzare per niente. Però hanno rischiato. E hanno salvato la vita a chissà quante decine di bambini e di altre possibili vittime.

E mentre i grandi vomitavano parole di odio contro chi osa voler essere italiano, chi osa nascere, crescere e amare l’Italia, e rispettarla, loro salvavano vite. Rischiando la propria. 

E c’è Greta che guarda in faccia i “grandi” del pianeta e dice loro: “Avete fallito”. E con un cartello, e uno sciopero, mobilita milioni di persone in tutto il mondo, getta un faro su un futuro che sta marcendo ancor prima di arrivare, e non presta attenzione “ai grandi” che insultano lei bambina, che la deridono, che cercano di distruggere la sua persona perché incapaci di distruggere le sue idee.

E c’è Simone, che non abbassa lo sguardo. Che sembra l’omino con le buste di plastica in piazza Tienanmen contro i carri armati del governo cinese. Lui, da solo, bambino, contro cento adulti. Lui e le sue ragioni. “Non mi sta bene che ve la prendete con le minoranze”. Mentre il mondo, l’Italia, riscoprono quanto sia bello e facile e comodo nascondere tutti i propri difetti e ipocrisie dietro le minoranze. 

E questi bambini, questi ragazzini, danno tanta speranza. Qualcosa di buono sta crescendo in questo mondo accecato dall’odio. 

Qualcosa che parla di amore, di ragione, di futuro, di perdono, di rispetto, di coraggio, di tolleranza.
Sbrigatevi a crescere.
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