Buon Venerdì
Sap 2, 1a.12-22; Sal 33 Vangelo secondo Giovanni (7, 1-2.10.25-30)

CORPO, ANIMA, SPIRITO
Più gloriosa del corpo è l’anima. Più glorioso dell’anima è lo spirito. Più misteriosa dello spirito è la divinità. Alla fine il nostro corpo rivestirà la bellezza dell’anima. L’anima si rivestirà della bellezza dello spirito. E lo spirito rivestirà l’immagine della maestà divina. Sant’Efrem Siro
Tutti distinguiamo – sulla scia della cultura greca classica – tra corpo e anima. Il cristianesimo, però, con san Paolo introduce un terzo elemento, lo spirito: è il principio di un’altra vita rispetto a quella psico-fisica, un principio vitale che ci rende figli di Dio. Potremmo, quindi, dire che tra noi e Dio corre una sorta di respiro che possiamo spegnere solo col peccato e col male. È per questo, allora, che – giunti alla fine dell’esistenza terrena – se avremo conservato quel respiro, brillerà in pienezza l’epifania dell’immagine divina che è impressa nel nostro spirito, così che corpo-anima-spirito siano intimamente intrecciati col filo d’oro della divinità. È la risurrezione così come la canta Efrem, che vede la creatura umana ascendere verso l’eterno e l’infinito, verso la grandezza e la luce divina. È quel paradossale (per i Greci) «corpo spirituale», vale a dire animato dallo Spirito di Dio, delineato da san Paolo (3 Corinzi 15,42-44).
(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)












