Epifania: Gesù e la sua stella (M. Botta)
Da una
omelia di p. Maurizio Botta del 2016, riportata nel suo libro “Lui! Il
ritorno del re?” (2018), una interessante riflessione che ci prepara a
celebrare la solennità dell’Epifania:
Storico fu l’errore di un monaco di nome Dionigi soprannominato il
Piccolo. Si sbagliò proprio qui a Roma nel 553 posticipando di circa 6 anni la
data della nascita di Gesù che ormai concordemente gli studiosi collocano negli
ultimi anni del re Erode il Grande, morto nel 4 a.C., quindi tra il 7-6 a.C.
Storica è la cosiddetta Tavola planetaria, conservata a Berlino. Un papiro
egiziano che riporta con esattezza i moti dei pianeti dal 17 a.C. al 10 d.C.,
secondo il quale nel 7 a.C. si verificò la congiunzione Giove-Saturno
visibilissima e luminosissima su tutto il Mediterraneo.
EPIFANIA: dove/come cercare Gesù che è nato?
– Siamo alla
conclusione del tempo natalizio e la liturgia ci invita a fare un passo in
avanti importante: Gesù non è solo nato, ma si è MANIFESTATO, si è fatto
conoscere.
– L’epifania diventa l’evento dell’INCONTRO: di Dio che in Gesù cerca l’uomo e
dell’uomo che (messosi in cammino) in Gesù trova Dio.
– In queste prossime feste ricordiamo 2 momenti o modi in cui si è mostrato al
mondo: attraverso la STELLA seguita dai magi (oggi) e attraverso il suo
BATTESIMO (domenica prossima).
I MAGI, “CERCATORI DI DIO” (Mt 2,1-12)
I magi sono personaggi enigmatici introdotti per indicare come Dio si riveli a coloro che amano la verità e la ricercano in un cammino che li spinge lontano dalle loro mura e sicurezze. A loro si contrappongono coloro che, apparentemente saggi e religiosi, rimangono arroccati nella città di Gerusalemme: “I capi dei sacerdoti, gli scribi del popolo” (v.4) e il re Erode che ordisce inganni per paura di perdere il proprio potere.
