Appunti, 21 marzo 2019

Buon giovedì

Ger 17, 5-10; Sal 1 Vangelo secondo Luca (16, 19-31)

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Oggi, nel 1931, nasceva la poetessa #AldaMerini.

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IN MANICOMIO

Prendete una donna sana fisicamente e mentalmente, rinchiudetela, tenetela inchiodata a una panca per tutto il giorno, impeditele di comunicare, di muoversi, di ricevere notizie, fatele mangiare cose ignobili. In due mesi sprofonda nella follia.

Nellie Bly

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Alda Merini, la poetessa nata il 21 marzo 1931, all’inizio della primavera, e morta nel 2009, aveva trasformato – come tutti sanno – la sua drammatica e lunga degenza in manicomio in una straordinaria sostanza poetica. Una sua importante raccolta, che aveva voluto dedicare a me per esprimermi il suo profondo affetto, s’intitolava Clinica dell’abbandono. Ebbene, parto proprio dalla sua memoria per introdurre il brano sopra citato che ho desunto da un’opera poco nota in Italia, Dieci giorni in manicomio, della giornalista e scrittrice americana Nellie Bly (1864-1922), che per denunciare gli abusi sulle malate si era fatta rinchiudere in un ospedale psichiatrico femminile, traendone un diario allucinante.

Non vogliamo ora entrare nell’immensa sofferenza della malattia mentale: ai nostri giorni i manicomi sono stati chiusi, ma la realtà dolorosa che essi ospitavano è spesso riversata sulle famiglie che assistono impotenti e desolate al dramma del loro caro. Il testo che abbiamo evocato ci permette, invece, di parlare della dignità violata della persona. Non c’è solo la tortura, pratica infame mai estirpata del tutto neppure nelle nostre carceri. C’è anche l’inferno creato da colleghi nei confronti di un compagno di lavoro più debole; c’è il mobbing sottile e perverso soprattutto verso le donne; c’è il bullismo nelle scuole, segno di degrado personale e sociale; c’è la violenza nelle stesse famiglie. Mai a sufficienza, allora, si lavorerà e ci si impegnerà per il rispetto della persona umana, epifania di Dio perché sua «immagine» vivente.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

Per preparare l’omelia della III domenica di Quaresima:

E. Ronchi (Avvenire)

S.Liberti

F.Rosini (Famiglia Cristiana)

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Oggi è anche la Giornata per le persone down

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Oggi è inoltre morta Madre Anna Maria Canopi

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E’ morta stamattina, primo giorno di primavera e un tempo festa di San Benedetto, madre Anna Maria Cànopi, badessa emerita del monastero di clausura dell’isola di San Giulio, comunità che lei aveva fondato 46 anni fa e diretto sino allo scorso autunno.

Aveva 87 anni, avrebbe compiuto 88 il 24 aprile, e da un anno era ammalata e per le condizioni di salute aveva lasciato la guida del monastero alla consorella Maria Grazia Girolimetto.

Madre Cànopi era una figura importante all’interno della Chiesa cattolica e tra le poche donne ad aver scritto le riflessioni a un Papa, Giovanni Paolo II, per la via Crucis al Colosseo del 1993.

Donna di profonda spiritualità e di grande cultura aveva una notevole attività letteraria con la pubblicazione di decine di libri e centinaia di testi sacri. Nel 1973 insieme ad alcune monache si era stabilita all’Isola di San Giulio per dare vita all’abbazia Mater Ecclesiae.

Appunti, 14 marzo 2019

Buon giovedì

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«Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli,quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!» Mt 7, 11

Est 4, 17; Sal 137 Vangelo secondo Matteo (7, 7-12)

Per preparare l’omelia di domenica prossima, II di Quaresima:

Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria.Luca 9,28-36

Don Fabio Rosini (Famiglia Cristiana)

p. Ermes Ronchi (Avvenire)

Chiara Lubich e il Paradiso del 1949 (raccontato da Fabio Ciardi)

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Il 14 marzo del 2008 moriva Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari. 70 anni fa viveva, con le sue prime compagne, l’esperienza nota come il “Paradiso ’49”:

In poche, densissime pagine, Chiara Lubich tratteggia l’esperienza mistica avuta, nell’estate del 1949, a sei anni dall’inizio del Movimento dei Focolari. Dopo un periodo di intensa vita evangelica, durante il quale si erano già delineati i punti principali della nuova spiritualità, in questi mesi, che Chiara definirà come il Paradiso del ’49, Dio  apre a lei e, attraverso di lei, al piccolo corpo del Movimento nascente la piena comprensione del carisma dell’unità e dell’Opera che ne sarebbe nata.

Omelie recenti

V domenica del tempo ordinario (10 febbraio 2019)

ISAIA, PAOLO e PIETRO: 3 chiamate/vocazioni diverse, ma con caratteristiche simili:

– l’INIZIATIVA è di Dio che chiama (o si mostra);

– la presenza di Dio evidenzia la nostra inadeguatezza, impurità, peccato (“sono un peccatore”, “un uomo dalle labbra impure”…);

– DIO PURIFICA e non si ritrae dal nostro peccato, ma offre un futuro diverso;

– c’è finalmente l’adesione (o, per Isaia, l’offerta di sè), la disponibilità, la fiducia in colui che chiama;

– la MISSIONE non è chiara, delineata, ma ancora da svelare.

Omelia per la IV domenica del tempo ordinario (3 febbraio 2019)

COGLIERE (e ACCOGLIERE) lo straordinario nell’ordinario 

III domenica del tempo ordinario (anno C): «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato»

Da “Il Vangelo dell’amore” di p. Stefano Liberti:

Il Vangelo dell’amore


LE NOZZE DI CANA (Gv 2,1-11): II domenica del tempo ordinario, anno C

Da “Il Vangelo dell’amore” di p. Stefano Liberti (Youcanprint, 2015)

“L’inizio dei segni compiuti da Gesù” (2,11) avviene nel contesto di una festa nuziale alla quale è presente Gesù con la madre e con i suoi discepoli. La parola “inizio” indica il primo dei setti segni indicati nel Vangelo di Giovanni[1], ma anche il segno principale (archè)[2], la chiave di lettura di tutti gli altri segni salvifici che Gesù compirà.

Gesù, a Cana, offre il vino agli invitati: un’azione da sposo, come appare dal fatto che il presidente del banchetto, dopo aver gustato il vino, chiama proprio lo sposo per rimproverarlo di non averlo servito prima, visto che è così buono.

Non si conoscono i nomi degli sposi: la sposa non viene mai citata, lo sposo solo di sfuggita.

GESU’ “SPOSO”

Da “Il Vangelo dell’amore” di p. Stefano Liberti (Youcanprint, 2015)

Parlare di Cristo come sposo potrebbe sembrare una forzatura o una moda del tempo, ma  …

San Giovanni Evangelista e il “discepolo amato”

IL DISCEPOLO AMATO

(Gv 13,23; 18,15-18; 19,25-27; 21,7.22)

Epifania

Epifania: Gesù e la sua stella (M. Botta)

Da una omelia di p. Maurizio Botta del 2016, riportata nel suo libro “Lui! Il ritorno del re?” (2018), una interessante riflessione che ci prepara a celebrare la solennità dell’Epifania:

Storico fu l’errore di un monaco di nome Dionigi soprannominato il Piccolo. Si sbagliò proprio qui a Roma nel 553 posticipando di circa 6 anni la data della nascita di Gesù che ormai concordemente gli studiosi collocano negli ultimi anni del re Erode il Grande, morto nel 4 a.C., quindi tra il 7-6 a.C.

Storica è la cosiddetta Tavola planetaria, conservata a Berlino. Un papiro egiziano che riporta con esattezza i moti dei pianeti dal 17 a.C. al 10 d.C., secondo il quale nel 7 a.C. si verificò la congiunzione Giove-Saturno visibilissima e luminosissima su tutto il Mediterraneo.

EPIFANIA: dove/come cercare Gesù che è nato?

– Siamo alla conclusione del tempo natalizio e la liturgia ci invita a fare un passo in avanti importante: Gesù non è solo nato, ma si è MANIFESTATO, si è fatto conoscere.

– L’epifania diventa l’evento dell’INCONTRO: di Dio che in Gesù cerca l’uomo e dell’uomo che (messosi in cammino) in Gesù trova Dio.

– In queste prossime feste ricordiamo 2 momenti o modi in cui si è mostrato al mondo: attraverso la STELLA seguita dai magi (oggi) e attraverso il suo BATTESIMO (domenica prossima).

I MAGI, “CERCATORI DI DIO” (Mt 2,1-12)

I magi sono personaggi enigmatici introdotti per indicare come Dio si riveli a coloro che amano la verità e la ricercano in un cammino che li spinge lontano dalle loro mura e sicurezze. A loro si contrappongono coloro che, apparentemente saggi e religiosi, rimangono arroccati nella città di Gerusalemme: “I capi dei sacerdoti, gli scribi del popolo” (v.4) e il re Erode che ordisce inganni per paura di perdere il proprio potere.

OMELIE e liturgia

Sacra Famiglia (30 dicembre 2018, anno C)

“La santa Famiglia di Nazaret porta un messaggio a tutte le nostre famiglie: l’annuncio che è possibile una santità non solo…
San Giovanni Evangelista e il “discepolo amato”L’evangelista Giovanni fa più volte riferimento a un discepolo misterioso che chiama “il discepolo che Gesù amava”. Alla fine del Vangelo – nelle conclusioni che sono attribuite ad altro autore – si afferma che tale discepolo sia Giovanni stesso che sta scrivendo (Cfr. 21,24).

IV Domenica Avvento Anno C

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

III domenica di Avvento Anno C (“Rallegratevi!)

Questa domenica, la III di Avvento, ritroviamo Giovanni Battista, l’annunciatore della venuta del Messia, colui che, più di ogni altro, ci invita a prepararci, attendere, convertirci.

II domenica di Avvento (9 dicembre 2018): “preparate la via del Signore”

La prima domenica di Avvento ci ha invitato ad alzarci, a guardare in alto (in attesa di colui che presto ci libererà), ad evitare ogni appesantimento del cuore (per “dissipazioni, ubriachezze ed affanni”), a “vegliare pregando in ogni momento”…

Sull’Immacolata Concezione

Luigi M. Epicoco:
Oggi è la Festa dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria. Il Vangelo ci racconta la cronaca della Sua chiamata. E salta subito all’occhio la rassicurazione che tutti vorremmo sentirci rivolgere: “Non temere perchè hai trovato grazia presso Dio”, cioè “Non avere paura”. Ma proprio perché conosciamo a memoria questa storia sappiamo anche che, paradossalmente, da questo momento in poi Maria si ritroverà davanti a tante difficoltà e problemi.

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