Buon mercoledì
Ger 18, 18-20; Sal 30 Vangelo secondo Matteo (20, 17-28)

«I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».

«Occupare un posto è sempre un modo molto umano per non affrontare dei problemi. Vogliamo riempire i vuoti giocando ad essere i primi, ma ci dimentichiamo che nel caso di Gesù avere i primi posti significa seguirlo in un destino non proprio rose e fiori».
Don Luigi Maria Epicoco

Potere e servizio, come antitesi che strutturano il brano in due grandi blocchi: quello dei figli di Zebedeo che cercano di raggiungere un potere a cui evidentemente la madre, assieme a loro, aspira come obiettivo della vita; ed il secondo in cui Gesù, prendendo spunto dallo sdegno degli altri discepoli, cerca di far comprendere le motivazioni dell’errore di Giacomo e Giovanni. Potere e servizio non sono poli opposti che destinano alcuni uomini alla realizzazione, ed altri alla sconfitta e alla disumanizzazione. Gesù ci dice che invece è vero il contrario: il vero potere è il servizio, la vera realizzazione è il dono. È meglio dare che ricevere, è meglio servire che comandare: chi farà così sarà il primo, non perché Dio come ricompensa concederà a lui il primo posto, ma perché il primo posto è quello del servitore, di colui che dona. Fare così è trovare la realizzazione del sé. Solo il nostro egoismo autocentrato non ci fa comprendere la verità antropologica di questa affermazione. Il modo di trovare la propria strada non sta nel cercare di essere qualcuno più in alto degli altri ma sta nel chiedersi: “Che cosa posso fare io per gli altri?”. Solo se l’altro diventa il volto di Dio, io trovo la mia realtà. Se invece cerco di diventare io il Dio, per me e per tutto il mio mondo circostante, sarò del tutto incapace di essere uomo. http://www.novena.it/vangelo_commento/vangelo_marzo_2019/marzo20.htm

Prendi, Signore e ricevi
tutta la mia libertà, la memoria,
l’intelligenza, la volontà.
Prendi, Signore, e ricevi
tutto quello che ho e possiedo.
Tu me lo hai donato, Signore,
e te lo rendo,
a Te lo affido.
Tutto è tuo, Dio mio!
Di tutto disponi secondo il tuo volere.
Dammi il tuo amore e la tua Grazia:
questo mi basta.
Non ti chiedo altro, Signore, mio Dio.
(Sant’Ignazio di Loyola)

Vedi anche: http://www.padrestefanoliberti.com/2019/03/giornata-mondiale-della-felicita-il.html
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/ma-qual-la-felicit-che-davvero-conta


